La nostra idea sul sistema pensionistico..

Il nostro modo di pensare del tutto impopolare riguardante la spesa pensionistica sta’ a rispecchiare quello che la Costituzione impartisce. Il riequilibrio tra le nuove e vecchie generazioni significa adottare dei sistemi di ripartizione che mette dei limiti alle pensioni d’oro e calcola le fasce generazionali dall’età in cui si va in pensione per ogni 5 anni di anzianità. Es. Da 67 ai 72, dai 72 ai 77 e dai 77 agli 82, e così via. Ogni 5 anni chi ha una determinata pensione dovrà calcolare in base agli squilibri generazionali una percentuale che da denaro si trasformerà in bonus servizi, per redistribuire l’eccedenza alla generazione precedente. Sembra difficile applicare questo sistema ma più che altro non è che impopolare. Questo sistemi non portano consensi e voti, anzi!

Il fondo da dedicare ai servizi inoltre si potrà comporre da una parte che si dedicherà al servizio automatizzato prevedendo che nel passare dei decenni il nostro robot potrà assistere la nostra anzianità senza troppi problemi.

I robot infatti sostituiranno il grosso lavoro fatto oggi dalle famiglie sia in linea privata che dentro le strutture di competenza. Esatto! Con il ricalcolo contributivo che consentirà la redistribuzione dei contributi previdenziali anche a generazioni che in teoria adesso non potrebbe avere assistenza pensionistica qualcosa potrà risolversi per i centri coofinanziati dallo Stato!

Oggi le pensioni sono strutturate in modo da riottenere una parte delle stesse per finanziare lo Stato ed ecco il principale motivo per cui molti anziani si trasferiscono in Portogallo piuttosto che in Tunisia.

Oggi abbiamo gli strumenti per ottimizzare il servizio pensionistico redistribuendo gli eccessi, poichè il dislivello è elevato per molti e per la Costituzione, e fornendo dei servizi che potrebbero far tornare i nostri pensionati alla base con la possibilità di non gravare sulle spalle della famiglia.

È una soluzione che impiegherebbe almeno tre anni per il calcolo complessivo e l’acquisizione dei dati disponibili. Altri due anni per le infrastrutture necessarie per i primi esperimenti. Per portare a regime il sistema serve un decennio.

UNA SOLUZIONE IMPOPOLARE MA NECESSARIA PER RENDERE EFFICIENTE UN SISTEMA!

La Classe politica dovrà inevitabilmente mutare..

Il politico e la Politica nasce per rappresentare una collettività specifica, una categoria sociale, una posizione di ideale, un contesto di progressivo o repentino cambiamento. Ed è proprio il cambiamento che tanto si inneggia ma che poco si vuole mettere in pratica. Oggi la classe politica cerca di illudere i propri elettori non rendendosi conto dei mille strafalcioni continui che fa’, portando le masse ad instabilità ma soprattutto confusione.

Il nuovo contesto di progressivo cambiamento è fuori dalla portata e delle realtà parallele della politica odierna. Vi rispecchia il modello strutturale di un necessario avanzamento tecnologico.

Il farsi possedere dalle tecnologie ha così portato di recente a flussi di movimenti ovvero a partiti sovranisti non in grado di amministrare la cosa pubblica, semmai capaci di distruggerla repentinamente non comprendendo il cambio di passo necessario da sviluppare.

Cos’è necessario formare o riformare in un Paese come l’Italia?

Alcuni punti essenziali da sviluppare per noi Impopolari sono:

  • Il sistema di efficientamento in vista dell’automazione degli strumenti di supporto in tutti i settori.
  • Il controllo dell’aumento della disoccupazione e del numero dei pensionati attraverso all’equiparazione dei diritti del lavoratore, es. un aumento salariale per le fasce più basse.
  • Lo studio di un flusso in tempo reale dei modelli da visionare e controllare. Basta con controlli a campione! Oggi il modello della Big Data deve iniziare a portare i suoi frutti combinando velocemente i dati e le inefficienze a livello dirigenziale e non solo.
  • Le masse in migrazione verso l’Estero e quelle extracomunitarie già presenti devono sentire la propria importanza in un Paese che da una parte non vuole svuotarsi di giovani e dall’altro vuole abbracciare i nuovi cittadini riconoscendo a quest’ultimi il diritto di cittadinanza italiana ed europea.
  • La revisione della magistratura per agevolare imparzialità, indipendentenza ed efficienza. In particolare bisognerà porre un limite ai giudici sottopagati e precari senza alcun diritto riconosciuto, i cosiddetti onorari.
  • Le infrastrutture carenti e la manutenzione delle stesse faranno parte del piano integrato di energia sostenibile per sviluppare al meglio l’economia circolare delle opere pubbliche.
  • Il mercato dall’energia necessita di una regolamentazione e un confronto con i paesi fornitori per iniziare una strada sostenibile e senza giochi di poteri che rendono dipendenti gli scambi e l’importazione dell’Energia. Il modello dovrà portare indipendenti energeticamente i cittadini e i comuni senza doversi staccare dalla solidarietà e compartecipazione rispetto di chi è indietro con lo sviluppo.

Questi sono soltanto 7 dei 52 punti che abbiamo nel nostro programma impopolare. Anni di osservazione da parte di chi la politica la rispetta nelle sue fondamenta di civiltà democratica.

Armando Ubberti parlerà ogni settimana di un punto da sviluppare e da poter mettere sul tavolo delle trattative politiche attuali.

Battaglia culturale impopolare! Sapere di cosa si parla!

La distorsione delle notizie, la complicanza popolare delle nozioni di base riguardanti la politica economica o sociale, piuttosto che quella estera, comporta una grave crisi della comunicazione verbale e istituzionale.

Quale debba essere la linea di un partito coerente/impopolare lo decide il partito tramite uno statuto o attraverso un percorso regolamentato.

Senza i propri confini la politica perde la propria identità!

Quindi bisogna saper scegliere i propri confini basandosi sulle idee vhe un partito mette in campo. Nel nostro progetto vi è la volontà di rendere concreto e solido un programma di governo e una modalità di esecuzione.

Il primo metodo da mettere in campo è la Ricerca e lo Studio dei vari argomenti. All’interno di un piano di studi che cercherà di stabilire un contatto con le strutture già esistenti, ma isolate dal dibattito politico attuale.

Se parliamo di economia e di un piano da effettuare dobbiamo trovare non solo gli obiettivi generali ma anche i metodi per cominciare il percorso. Se riusciremo a tracciare una strada allora quella potrà essere utilizzata dalla futura classe politica senza doversi inventare cose strabilianti e senza adoperarsi nel commercio della politica mercenaria.

I problemi ecologici ad esempio non si risolvono soltanto con normative ad hoc. Si deve parlare del tema attraverso dati scientifici e attraverso le voci che hanno lavorato nei settori specializzati. Oggi attraverso la rivoluzione dell’automazione tecnologica potremmo benissimo mettere in relazione i vari settori dando un nuovo metodo per la Ricerca.

La battaglia culturale impopolare è appena cominciata!

il progetto sociale della Politica Seria

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